PROPOSTA UE: MODULARE I PEDAGGI SUL BRENNERO IN BASE ALL’INQUINAMENTO DEI VEICOLI

Attualmente lungo il Brennero transitano ogni anno 12 milioni di vetture e 2,2 milioni di camion e le popolazioni delle regioni alpine dicono che sono troppe e che inquinano troppo. Ma la ferrovia riuscirà ad assorbire tutto questo traffico? Sarà sufficiente realizzare nel 2027 il tunnel ferroviario sul Brennero?

Il tema è delicato e di respiro europeo, un po’ perché coinvolge diversi Stati, un po’ perché questo asse alpino fa parte di un corridoio comunitario che parte dalla Scandinavia e finisce nel Mediterraneo. Ed ecco perché il coordinatore europeo di questo corridoio, Pat Cox, ha messo tutte le parti coinvolte intorno a un tavolo a Bolzano lo scorso 12 giugno. Senonché l’iniziativa del Tirolo, la regione austriaca di confine, di contingentare i camion e di farne transitare al massimo 300 all’ora, fa infuriare non soltanto i trasportatori italiani costretti a rimanere in coda, ma anche la Germania, il cui ministro dei Trasporti, Andreas Scheuer, ha disdettato il vertice di Bolzano, seguito a ruota dal nostro neo ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. Chi invece si è presentato al Brenner Meeting molto baldanzoso è stato il governatore del Tirolo, Gunther Platter, intenzionato a portare avanti la sua politica dei blocchi e a prendere ulteriori misure per penalizzare il traffico pesante stradale lungo il Brennero. Così, per un po’ ha battuto i pugni, poi quando ha visto che non aveva molti seguaci, ha deciso di abbandonare la riunione senza firmare il memorandum finale di impegni relativi soprattutto alle infrastrutture ferroviarie da realizzare. In compenso ha mostrato interesse per un documento aggiuntivo, per adesso lasciato latente, che potrebbe essere votato al prossimo vertice previsto per l’autunno.

Cosa prevede questo documento? Detto in sintesi, misure punitive per scoraggiare il traffico pesante. Nel dettaglio, invece, si parla di innalzare le tariffe per i camion in transito sull'intera A22, di istituire una tariffa unitaria per il carburante dei mezzi pesanti in transito lungo l'asse del Brennero, di introdurre un controllo dinamico della velocità e un divieto di transito dei camion sulle strade statali. Non c’è, invece, il contingentamento voluto dal Tirolo. Né ci potrebbe essere. E il ministro dei Trasporti Toninelli, seppure non presente, ha diffuso una nota proprio per chiarire che «i blocchi sono inaccettabili», aggiungendo poi che questo tipo di divieti non concordati «appaiono in contrasto con lo spirito delle intese del vertice di Monaco e con il principio di libera circolazione delle merci che informa il diritto della Ue». Insomma, il principio a cui si ispira Toninelli è chiaro: ogni soluzione da adottare va prima condivisa e concordata e non presa in modo unilaterale come ha fatto l’Austria. Ed ecco perché lo stesso ministro ha fatto propria quella misura, presente nel documento aggiuntivo e quindi concordata, relativa all’opportunità di modulare i pedaggi tenendo conto del ricorso a fonti pulite e a combustibili alternativi, così da incentivare la diffusione di mezzi di trasporto più sostenibili e meno impattanti per l’ambiente.

Dello stesso avviso si è detto anche il presidente di Anita, Thomas Baumgartner, secondo il quale per salvaguardare i traffici e rispettare l’ambiente bisogna «impiegare mezzi pesanti alimentati a gas naturale liquefatto (LNG), che fanno dimezzare le emissioni acustiche, producono il 35% in meno di emissioni NOx e abbattono il particolato del 95% rispetto agli attuali motori di ultima generazione Euro 6». Per combattere gli intasamenti autostradali in certe ore del giorno o nei giorni festivi, invece, il presidente di Anita sostiene l’abolizione del divieto notturno almeno per i veicoli con motori Euro 6 o LNG e l’utilizzo della terza corsia da Bolzano verso sud, oltre all’impiego delle nuove tecnologie di guida e di mezzi che fanno diminuire il traffico o l’utilizzo dell’infrastruttura. Anche il vicepresidente di Conftrasporto-Confcommercio, Paolo Uggè, ha plaudito alla presa di posizione del ministro Toninelli, visto che i divieti austriaci sul Brennero stanno determinando danni economici all’economia italiana. E ha anche aggiunto che se «l’atteggiamento provocatorio del governo austriaco dovesse proseguire, chiediamo iniziative altrettanto penalizzanti nei confronti dei suoi vettori».

Infine, secondo Amedeo Genedani, presidente di Unatras e Confartigianato Trasporti, va benissimo pensare di affrontare la problematica dei valichi ragionando in termini intermodali, però bisogna anche pensare di sottoscrivere «un patto pluriennale che punti allo sviluppo delle imprese di autotrasporto nell’ottica dell’intermodalità e del trasporto combinato» e accompagnare questa transizione «con una politica di sostegno a quelle imprese che non riescono, vista l’esigua marginalità dei propri bilanci, a mettere in campo gli investimenti necessari».