Il Brennero, tra aumenti di pedaggi e nuovi divieti sventati

C'è guerra sul Brennero. E le armi con cui si combatte colpiscono in pieno i camion di passaggio, sia sotto forma di (previsti e per adesso scongiurati) aumenti di pedaggio, sia di contingentamento dei transiti. Una guerra che va avanti da tempo attraverso continue battaglie. Le ultime due hanno rinfocolato il clima proprio negli ultimi giorni e sono terminate con esiti diversi.

La prima ha avuto come teatro Monaco, la ricca città della Baviera in cui è "andato in scena" dal 5 febbraio scorso il Brenner Meeting, un vertice internazionale di tre giorni in cui si sono dati appuntamento i ministri dei Trasporti di Italia, Germania e Austria, ma anche i rappresentanti delle regioni di confine per discutere della fattibilità del tunnel del Brennero anche in funzione del corridoio europeo scandinavo-mediterraneo.

La posta in gioco però è apparsa subito molto alta, perché nei giorni precedenti il Meeting i governatori di Trentino Alto Adige e Tirolo avevano fatto esplicita proposta (formalizzata in una delibera comune) di aumentare i pedaggi autostradali sull'asse del Brennero per i soli camion in transito al valico lungo la A22, così da incentivare lo spostamento del traffico su ferrovia. La ragione con cui era stata giustificata tale proposta era di natura per così dire comparativa: secondo i governatori in questione, cioè, i pedaggi troppo convenienti sul Brennero rispetto a quelli di altri valichi (primi fra tutti quelli svizzeri), finirebbe per far spostare verso la direttrice italiana molto traffico europeo.

Peraltro parliamo di un valico da cui transitano quasi 47 milioni di tonnellate di merce, quasi un terzo rispetto agli oltre 160 milioni che entrano in Italia. Ma ai governatori alto-atesini e tirolesi non piace che, stando ai loro calcoli, di questi 47 milioni, 33,5 viaggino su gomma (trasportati da 2,2 milioni di veicoli) e 13,4 su ferro.

Un dato che vorrebbero rimettere in equilibrio prima del 2027, quando cioè dovrebbe essere inaugurato il nuovo tunnel del Brennero.

Ma alla fine da questa battaglia l'autotrasporto è uscito a testa alta, perché il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, insieme ai suoi omologhi tedesco e austriaco, ha respinto le richieste dei governatori locali, puntualizzando che, semmai in futuro ci saranno aumenti dei pedaggi, dovranno essere scaglionati nel tempo, tenendo conto dell'impatto ambientale dei veicoli

Ragionamento questo condiviso da più parti, perché significa che chi dispone di veicoli dotati di motori Euro VI non verrà toccato da maggiori pedaggi, né oggi né domani.  Inoltre, dal fronte dell'autotrasporto qualcuno, come Thomas Baumgartner, presidente di Anita, aveva anche avanzato una proposta concreta per ridurre gli ingorghi sulla A22 Modena-Brennero: quella di sospendere il divieto di transito notturno nel Tirolo, così da diluire il traffico pesante su tutto l'arco della giornata.

E qui passiamo alla seconda battaglia, combattuta appunto in Tirolo, regione austriaca che da sempre si fa notare per escogitare bizzarri divieti (qualcuno, forse, ricorderà quello «settoriale» ancora in vigore) per ridurre il traffico pesante. E siccome il lupo perde il pelo ma non il vizio, ecco che sempre dal Tirolo giunge una notizia che suona un po' come un colpo di cannone.

Pochi giorni fa (l'11 febbraio) sul quotidiano Tiroler Tageszeitung è stata data notizia che il governo del Tirolo vuole limitare il numero dei veicoli industriali in ingresso a Kufstein per almeno 20-30 volte nel corso dell'anno, senza comunque oltrepassare un tetto massimo orario di 250-300 camion. Già lo scorso anno, peraltro, in occasione degli esodi legati alla festività della Pentecoste, la misura venne sperimentata e – dicono in Tirolo – con discreto successo.

Da qui l'intenzione di replicarla già a partire dalle prossime vacanze pasquali, vale a dire dal 31 marzo al 3 aprile, e quindi nuovamente per il ponte del 1° maggio, tra il 26 aprile e il 2 maggio. Il calendario dei divieti proseguirebbe poi per tutto l'anno con un ritmo sempre più intenso. Una follia? Guardata dall'Italia non può apparire come tale.

Non ha caso, da Conftrasporto hanno già detto senza mezzi termini che si tratta di «una decisione folle che, se adottata unilateralmente senza rispettare le conclusioni del recente Brenner Meeting, può soltanto scaricare in Germania e in Italia problemi sulla circolazione e sull'ambiente».

E proprio per questo si chiede l'intervento immediato del ministro dei Trasporti italiano affinché sia ritirato il provvedimento annunciato.
Insomma, come si intuisce, la guerra sul Brennero è un po' come una telenovela, in cui ogni battaglia, come ogni puntata, termina con la scritta «continua…».