Torino, 27 marzo 2007
Iveco ha riunito ad Hammamet, in Tunisia, la propria rete commerciale che opera in Medio Oriente e Africa, in occasione della Convention per la presentazione della nuova gamma di veicoli leggeri.
Accanto al nuovo Daily firmato Giugiaro, che è stato lanciato lo scorso maggio in Europa,ed ha già raggiunto la quota di 87.000 ordini, è stata presentata - ai 67 dealer ritrovatisi per la prima volta tutti insieme - anche una versione del veicolo più essenziale, ma altrettanto robusta e affidabile. La scelta di queste due opzioni permette a Iveco di essere presente sul mercato con un’ampia offerta sul segmento che va dalle 3,5 alle 6 tonnellate. L’obiettivo è quello di intervenire ed essere competitivi in quella fascia di mercato, quella delle 5-6 ton, che al momento è dominata dai concorrenti asiatici e che vale, in termini di peso, il 52% di tutto il segmento dei veicoli leggeri.
“Le ragioni della scelta della location in Tunisia sono molteplici” - ha spiegato Vincenzo Scardigno, General Manager Middle East&Africa – ma la spinta fondamentale ci è arrivata però dalla soddisfazione per gli ottimi risultati che il Daily sta ottenendo in questo paese, in cui la quota di mercato si avvicina al 50%. Questo prestigioso risultato è conseguenza non solo della forza del prodotto, ma anche della significativa presenza di Iveco in Tunisia da oltre trent’anni”.
Un’area strategica
Iveco opera da moltissimi anni in questa zona attraverso una rete composta da 67 dealer, 115 punti vendita e 175 officine.
L’azienda vanta inoltre impianti di assemblaggio in joint -venture in Libia ed Etiopia e produzioni su licenza in Marocco, Tunisia e Iran; oltre a uffici di rappresentanza in Egitto, Algeria, Tunisia, Libia, Dubai, Etiopia, Repubblica Democratica del Congo e Barhein.
La vastità e la diversità dell’area, rendono quasi impossibile stabilire un’unica strategia operativa per tutto il territorio africano e medio orientale. Si passa infatti da paesi europei –come Grecia, Cipro e Malta-, a paesi con legislazione simile a quella europea –Israele, Sud Africa-, fino ad arrivare all’area magrebina e medio orientale. All’interno di tutta la zona, inoltre, ci sono paesi, come la Libia, in cui Iveco ha importanti interessi, che si sono concretizzati nella realizzazione di un’unità produttiva.
“Una realtà così articolata – spiega ancora Scardigno - richiede quindi un approccio complesso, che va dal confronto con le unità produttive e gli importatori che operano in queste zone, fino ad arrivare anche al sostegno nei confronti degli autotrasportatori italiani che seguono queste tratte. Il nostro obiettivo è quindi quello di presidiare in modo sempre più efficiente queste grandi vie di comunicazione”.
Un mercato potenziale
Il mercato dei veicoli industriali in Medio Oriente e Africa riveste un ruolo di particolare importanza e vale infatti circa 145 mila unità, con un trend complessivo in leggera crescita.
Nel 2006 i veicoli di gamma leggera (3,5-6 ton) hanno superato le 54 mila unità vendute, mentre oltre 42 mila sono state quelle della gamma media (6,1-15,99 ton), in netta ascesa rispetto al passato. Costante anche la crescita per il segmento dei pesanti (oltre 16 ton) con quasi 50 mila unità vendute.
All’interno di questo mercato, Iveco nel 2006 ha totalizzato 3.000 unità vendute per i veicoli leggeri, 1.000 per i medi e circa 4.700 per il segmento dei pesanti.
Ciò nonostante, non ha ancora espresso tutta la sua potenzialità, anche se quello che emerge è la grande e continua attenzione richiesta oggi per operare in e con questi mercati, a causa delle forti differenze tra le realtà locali, che portano i singoli paesi a non avere un trend costante. Inoltre un’altra peculiarità è data dalla produzione locale, che spesso si traduce in semplice assemblaggio di kit forniti dalla casa madre, necessaria sia per ridurre il peso delle alte tasse doganali sul prodotto finito, sia per l’esigenza di avere prodotti specifici per ogni paese.